IL PRESEPE … IN MASCHERA!

Non sono le maschere carnevalesche a contaminare le figure tradizionali del presepe: nell’anno del Covid, anche quest’ultime sono state accessoriate con i dpi, i dispositivi di protezione individuale anti-virus. È successo, per esempio, alle statuine del presepe nel Duomo di Torino. Mentre alcuni dei maestri artigiani napoletani – celebri le loro botteghe sulla via San Gregorio Armeno – custodi dell’arte presepiale iniziata nel Settecento – hanno fatto anche di più, inserendo tra i personaggi medici e infermieri (con mascherina) quale tributo per il loro eccezionale impegno contro la pandemia. Spingendosi oltre, nei nuovi personaggi di quest’anno non poteva mancare Diego Armando Maradona (realizzato con e senza ali), ma troviamo anche Gigi Proietti e Kobe Bryant (Massimo Troisi e Pino Daniele sono già dei “classici”). Non sappiamo se faranno in tempo a includere nella galleria dei campioni anche la riproduzione di un’altra leggenda sportiva, ancor più recentemente scomparsa: il nazionale Paolo Rossi. Naturalmente si trovano anche statuette di “icone” viventi come politici, sportivi, chef, artisti e, ovviamente, del Papa. Non ultima, la possibilità di farsene realizzare una a propria somiglianza: con circa 350 euro e qualche fotografia si avrà una riproduzione, realizzata e dipinta a mano, da collocare nel proprio presepe (o da cui prendere spunto per un regalo insolito). Per concludere, dalla contemporaneità facciamo un salto indietro, di gusto etimologico: la parola presepe deriva dal latino praesepe, un sostantivo neutro che significa proprio mangiatoia (ma anche recinto per il bestiame, stalla, scuderia, alveare, piccola casa). Un caso in cui l’origine linguistica ci riporta all’essenzialità del significato di questo evento. (Claudia Ghelfi)

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